Il mio avatar in pixel artSalvatore Laisa

De-googling

Tags: googleserviziprivacy

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Liberarsi dalle catene di Google.Immagine generate con Sora.

Dal 2008 circa sono stato un grande fan di Google e i suoi servizi. All'inizio Gmail, poi Android, poi Drive e Photos, il Play Store fino ad essere uno dei primi utenti di Stadia.

Poi il continuo aumentare di servizi che si sono spostati verso il famigerato "Cimitero di Google", sopratutto quelli che usavo e mi facevano comodo tipo Inbox e Android Auto per smartphone, la malagestione dei millemila servizi di chat creati negli ultimi anni e in generale la enshittification della compagnia in sé mi hanno portato prima ad una rottura di questa mia "luna di miele" con Google e ora a prendere la decisione più drastica di ridurre il più possibile il mio utilizzo quotidiano dei prodotti di Google.

Servono ancora le ricerche?

Ovviamente il primo strumento da cui mi sono sganciato è stata la ricerca di Google.com, ho impostato il default di tutti i miei browser su Qwant, sia perché è quello che mi ricorda di più il layout dei motori di ricerca classici prima che venissero bombardati di annunci, sia perché è un prodotto europeo 🇪🇺.

Anche se in realtà di questi tempi uso molto meno i motori di ricerca e mi sono spostato maggiormente su tool con ChatGPT e Perplexity per avere informazioni di vario tipo.

Basta con i Single Sign On

Una delle informazioni che voglio smettere di regalare a Google è quanti sono, quali sono e quando utilizzo dei servizi web.

Per troppo tempo mi sono appoggiato alla comodità dei social login, perché di fatto ti permettono con un paio di click di registrarti/accedere velocemente ad un servizio. Ma già quando ho iniziato a sganciarmi da Facebook qualche anno fa ho visto che questo tipo di esperienza è comunque replicabile con un qualunque password manager.

Sì, è stato un po rognoso, ma ho iniziato a farmi il giro dei servizi in cui loggavo con credenziali Google e ho sostituito quel passaggio con delle normali username e password (generate) custodite su un tool di terze parti, e dove possibile ho aggiunto 2FA.

Brave per me, Chrome per il lavoro

Qui non ho dovuto fare molto sforzo dato che già da circa due sto seguendo questa formula per cui uso Brave come browser per tutto ciò che è personale (email, i pochi social che uso, notizie, reddit, ecc) e continuo a usare Google Chrome ma solamente per gli account e il browsing di lavoro.

Per chi non lo conosce, Brave è un browser a brase Chromium (quindi con le stesse funzionalità base di Chrome) ma senza i servizi di Google preinstallati, con un adblocker integrato

Questo mi aiuta anche a tenere cronologie e sessioni separate e poter alt-tabbare tra i due.

Bonus point: l'adblocker di Brave tra le varie cose è in grado di bloccare in maniera efficace la pubblicità su YouTube...

Il grosso dei servizi: Proton

Non ci ho messo molto a scegliere la piattaforma di Proton come rimpiazzo principale per il grosso dei servizi di Google:

  • è una società Europea 🇪🇺 (sono svizzeri 🇨🇭)
  • la suite di prodotti attuale è buona e in continua evoluzione
  • focus sulla privacy 👀 e sulle feature principali dei prodotti
  • design funzionale
  • il tier free offre il giusto per poter sperimentare

Cosa non migrerò (almeno per ora)

Non sono così illuso da pensare di potermi liberare al 100% della morsa di Google, ci sono alcuni servizi che so che non lascerò mai o ci vorrà molto tempo prima di trovare un'alternativa che mi convinca:

  • Google Photos: sto ancora valutando delle alternative, sia self hosted che servizi, però avendo degli album condivisi con altre persone, di sicuro alcune foto resteranno li.
  • Youtube: ad oggi non esiste un vero rivale di Youtube, è di fatto un monopolio. E questo rende praticamente impossibile migrare verso un'altra piattaforma al momento.

In conclusione

Non sarà facile, non sarà veloce, ma ho intenzione di sradicare il più possibile questo legame con i servizi Google e tornare a vivere il Web in modo leggermente pù sano.

Non credo torneremo mai al Web del periodo 2000-2010, ma almeno voglio cercare di riavvicinarmi un po a quello spirito, quando ancora non si era costantemente tracciati e non centralizzavamo tutta la nostra esperienza online su singole piattaforme.


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