Salvatore LaisaSalvatore Laisa

E' davvero l'ora di costruire un secondo cervello

Tags: libripensieri

Tempo di lettura: 4 minuti

Raffigurazione artistica secondo Midjourney di "building a second brain"Immagine generata con Midjourney

Nei mesi scorsi mi sono letto "Building a second brain" di Tiago Forte, un libro bene o male famoso sul tema dell'organizzazione dei nostri (non troppo) piccoli archivi di conoscenza personali. Non l'ho trovato male ma va ammesso che per metà il libro è un ripetersi di concetti o aneddoti per riempire pagine, come dicono in molti:

è un blog post gonfiato (o "glorificato" se vogliamo tradurre in maniera letterale)

i motivi per cui mi sono lanciato in questa lettura sono pochi e semplice:

  • il prendere appunti è un tema molto sottovalutato oggi giorno
  • non avendo frequentato l'università mi sono un pò perso quella fase della vita in cui prendere appunti era abbastanza di vitale importanza
  • la mia memoria è sempre stata buona, ma forse ora con l'età che avanza comincio un pò a sentire il peso del carico cognitivo
  • voglio appunto iniziare a scaricare un po il cervello principale 🤓

Una premessa importante

Nel libro viene accennato, in maniera troppo veloce secondo me, una premessa davvero importante sul contesto del perché abbiamo bisogno di organizzare la conoscenza personale:

chi lavora oggi si trova di fronte a una quantità e velocità di informazioni ricevute superiore a quante le genereazioni dei nostri genitori o i nostri nonni abbiano mai dovuto affrontare.

ed effettivamente man mano che sto raffinando la tecnica di annotare e organizzare le informazioni, mi sto rendendo conto che stiamo sottovalutando questo aspetto della vita moderna.

Avrei potuto accorgermene prima ovviamente 😓...

In poche parole

Il succo del libro può essere riassunto in pochi takeaways:

  • lo strumento/app di note taking non è importante, e infatti non viene data un'indicazione precisa dato che il fulcro del ragionamento è come prendere appunti e non con cosa
  • prendere appunti spesso
    • con strumenti veloci ed efficaci
    • organizzare dopo
  • avere un elenco di "cose da risolvere"
    • sulla dozzina di elementi
    • da ricontrollare spesso per testare le idee
  • scrivere dei riassunti invece di salvare intere pagine
    • il valore dei contenuti non è distribuito equamente in una pagina
    • estrapolare i principali punti di valore
    • mediamente un riassunto dovrebbe essere di massimo il 10% del contenuto originale
  • archiviare prima, organizzare dopo
    • l'organizzazione delle note non deve diventare un processo che crea frizione
    • il consiglio è di organizzare in primis per progetto, indipendentemente che sia progetto di lavoro o no (vacanze, libri da leggere, ecc)
  • migliorare l'archiviazione e il dettagli di una nota quando ci si torna in futuro
  • creare una "gerarchia" di importanza "distillata" nella nota
    • nel libro suggerisce di usare il grassetto come primo livello e l'evidenziazione come secondo livello
    • ogni livello dovrebbe contenere un subset di quello precedente
  • dividersi in momenti di divergenza/convergenza
    • divergenza: momento di apertura, valutazione di vari input, raccolta
    • convergenza: momento di chiusura, consolidamento, raffinazione

a questi posso aggiungere delle considerazioni personali:

  • effettivamente cercare di annotare il più spesso possibile si sta dimostrando un tip semplice ma efficace
  • annotare velocemente idee ti permette dopo alcuni di giorni di vedere "dall'alto" quanto materiale hai accumulato e realizzare che c'è effettivamente più roba di quello che pensi
  • per creare riassunti invece di salvare intere pagine, oggi ChatGPT e simili sono molto utili a riguardo

Come mi sto organizzando

Obsidian da circa un anno e qualcosa è il mio tool di note e appunti. E' free, offline first, leggero, multipiattaforma, estensibile e usa file markdown (quindi non proprietari e ampliamente utilizzati in altri software) come sorgenti. Tutte cose che mi piacciono e parecchio.

Il "difetto" principale di Obsidian è il suo non essere "batteries included" quindi, al contrario di tool come Notion, non è opinionato sul modo di lavorare e anzi dovrete crearvi voi il vostro.

Motivo per cui ci sto agganciando qualche plugin di terze parti:

  • Remotely save per syncare il vault tra i vari device utilizzando OneDrive come controparte remota all'archivio locale
  • Kanban per le poche board che utilizzo per tenere traccia di libri, giochi e serie (e salutare Trello)
  • Excalidraw per i pochi disegni che faccio, tramite appunto l'ottima webapp di Excalidraw

Poi mi sono accorto che mi viene abbastanza naturale scrivere delle prime e corpose bozze di appunti quando sono al PC (dato che ci passo davanti gran parte della giornata lavorativa) per poi rileggerle e sistemarle sull'iPad Mini anche ore o giorni dopo in contesti completamente diversi (al bar, sui mezzi, a casa la sera sul divano, ecc), rivalutandole "a freddo".

"Dici che serve anche a me?"

Non sono fatto per gli assoluti, ma non nascondo che in questi mesi che sto applicando questi concetti sto effettivamente notando dei bei vantaggi sul ricordarmi le cose e come dicevo all'inizio sul scaricare il carico cognitivo del mio cervello biologico.

Non bisogna per forza comprare e leggersi il libro (anche se va detto che costa poco), ho già distillato una certa quantita dei concetti chiave in questo post, ma sicuramente consiglio caldamente a tutti di provare a mettere almeno il naso in questo argomento.


Se ti piace questo blog e ti va di supportarmi, o anche solo se se ti sto un pò simpatico, puoi offrirmi un caffé! E' un piccolo gesto ma che apprezzerei molto 🙂.