Salvatore Laisa Salvatore Laisa

L'era dell'iPod

Tags: devicemusicaevoluzione

Tempo di lettura: 9 minuti

La homepage di apple.com dopo il lancio del primo iPod nel 2001. La homepage di apple.com dopo il lancio del primo iPod nel 2001.

SPOILER: è finita…

Ok gente ci siamo, con un comunicato improvviso di qualche giorno fa, Apple ha ufficializzato quella che di fatto è una realtà da diversa anni: l’era dell’iPod è finita 😭.

Ora mi aspetto che pioveranno articoli, video, servizi televisivi su quanto l’iPod sia stato rivoluzionario e bla bla bla… e purtroppo è stato così 🤓 quindi voglio aggregarmi a questo coro (che sia già iniziato o no) e raccontare la mia esperienza con gli iPod.

Non la solita storia

Ebbene no, non vi racconterò di come io sia stato uno dei primi utilizzatori della prima versione dell’iPod e di come ho guardato il futuro dritto negli occhi senza alcun indugio.

All’iPod ci sono arrivato tardi, molto tardi, intorno al 2006/2007. E nonostante tutto, in quei circa 3 anni in cui l’ho usato è diventato uno dei miei device preferiti.

E’ stato il device che mi ha trasformato da completo disinterrato ad Apple & co in un “Apple enthusiast” per diverso tempo.

Il mio inizio con la musica digitale 🎧

Facciamo qualche passo indietro… all’inizio c’era il “Registratore di Suoni” di Windows 95/98 e la TV di camera mia. MTV era una cosa nuova in Italia ed ero molto gasato per quello, registravo su videocassetta i video delle mie canzoni preferite e un giorno ho provato a utilizzare un microfono per PC e il suddetto software per registrare l’audio da una di queste videocassette… e funzionava! Certo parliamo di fare .wav con un po di disturbi in mezzo ma avevo iniziato a creare una piccola libreria di file audio digitali.

Il glorioso registratore di suoni di Windows 95! Il glorioso registratore di suoni di Windows 95! immagine linkata da guidebookgallery.org

La fase P2P (peer-to-peer)

Saltiamo a fine 90/inizio 2000: è arrivato l’Internet, qualcuno mi ha spiegato che il vero formato per la musica digitale era questa roba nuova chiamata .mp3, tutti usavamo il mitico Winamp come player audio sui nostri PC e grazie alla rapida successione dei software di condivisione file P2P (Napster poi Kazaa poi WinMX poi Emule…) ormai abbiamo collezioni di musica digitale sempre più invadenti per il nostro hard disk.

Iniziano i problemi:

  • il file sharing degli .mp3 non è proprio legalissimo… e ricordatevi che RUBARE - E’ CONTRO - LA LEGGE!
  • cercare, trovare, scaricare e riprodurre gli .mp3 richiede comunque un minimo di smanettamente e di praticità del PC
  • queste collezioni di musica digitale rimanevano sul PC di casa

dato specialmente quest’ultimo problema c’è il boom di varie soluzioni: i lettori CD-MP3, i player portatili digital-only (comunemente chiamati “lettori MP3”) e appunto l’iPod nel 2001.

I primi device

Quindi… sono i primi anni post-2000, praticamente chiunque abbia un PC ha un masterizzatore, chi ancora non ha una connessione a internet in casa la avrà entro qualche mese, l’MP3 come formato audio e lo scambio (illegale) di questi file via P2P è nel suo periodo di picco.

Scrivere su CD i file audio scaricati da internet è pratico nel breve termine,ma si notano le prime “scomodità”: i CD potevano contenere solamente 70 minuti di musica come audio, quindi per ogni album ti serviva un CD scrivibile per ascoltarli in giro… questo fino a quando qualcuno non ha avuto la brillante idea di aggiungere la lettura dei file MP3 nei lettori CD portatili.

Ed ecco che finalmente con un solo disco ti puoi portare in giro tutta la musica che ci stava in 650MB (parliamo di circa una decina di album). Un sogno divenuto realtà e l’anello mancante che ci ha permesso di vivere l’inizio del futuro della musica!

Non ne sono sicuro al 100%, ma forse avevo proprio questo nel periodo 2000-2005... Non ne sono sicuro al 100%, ma forse avevo proprio questo nel periodo 2000-2005…

Parallelamente ai lettori CD-MP3 emergono anche i molto più compatti lettori MP3 digitali che nel giro di breve tempo cannibalizzano il mercato dei loro rivali dato che offrono gli stessi vantaggi ma senza la scomodità legata alla poca praticità dell’utilizzo dei CD fuori da casa (qualcuno magari si ricorderà i problemi dei CD che “saltavano” nei lettori delle autoradio e il disturbo di fondo appena iniziavano a degradarsi…) e anche per il fatto che erano molto più piccoli.

Questo assomiglia molto a uno dei vari MP3 player abbastanza scabrosi che ho avuto ai tempi. Questo assomiglia molto a uno dei vari MP3 player abbastanza scabrosi che ho avuto ai tempi. Foto di ryanlei su Flickr

Sia i lettori CD-MP3 che i lettori MP3 portatili erano di fatto quelle tipologie di prodotti che azzeccavano in pieno le esigenze di un periodo specifico, rimaneva comunque lo scoglio “tecnico” del software: c’erano troppi software per scaricare musica, pochi modi per farlo legalmente in modo pratico e anche il catalogare la musica sul proprio PC richiedeva un era un lavoro sulle spalle di noi poveri utenti.

Enter the iPod (Shuffle -> Nano)

Poi un giorno di fine estate del 2006 mentre ero in giro in un qualche negozio tipo Saturn (sì, ricordatevi che avevamo anche i Saturn in Italia…) o Euronics passo davanti al bancone degli iPod e vedo lo Shuffle (più esattamente quello di 2a generazione): costa poco, è piccino e dato che avevo rotto l’ennesimo MP3 player ho deciso di fare questo piccolo passo per la mia esperienza della musica digitale e l’ho comprato.

Il piccolo ma molto versatile iPod Shuffle di 2a generazione. Il piccolo ma molto versatile iPod Shuffle di 2a generazione. Fodo di hdaniel su Flickr

Sì aveva solo 1gb di spazio, che oggi sembra ridicolo, ma considerato il periodo e il fatto che era un dispositivo pensato esclusivamente per la musica, significava avere più di una dozzina di album attaccati addosso con una molletta (che ho sempre trovato una delle feature più belle in assoluto). Non era dotato di schermo e questo rendeva la navigazione degli album non sempre comodissima, ma è stato il device che mi ha fatto scoprire iTunes e la facilità con cui in un solo passaggio:

  1. si rippava un CD audio nel formato audio di Apple
  2. veniva aggiunto al tuo catalogo iTunes con copertina e informazioni corrette
  3. veniva syncato sul tuo iPod se era collegato e c’era spazio disponibile

Ovvero lo zen dell’esperienza per la musica digitale di allora!

Dopo circa un annetto di utilizzo dello Shuffle sono poi passato al iPod Nano di 4a generazione: finalmente avevo uno schermo LCD, molto più spazio (non mi ricordo se 4gb o 8gb), la mitica rotella di selezione, la possibilità di caricare e guardare anche foto e video, qualche semplice giochino comodo per intrattenermi durante brevi tappe in metropolitana.

Ma quanto era figo il Nano di 4a generazione? Ma quanto era figo il Nano di 4a generazione? Foto di Jamie McCall su Flickr

Ovviamente il passaggio da Shuffle a Nano è stato praticamente indolore dato che a quel punto avevo già una discreta libreria su iTunes e il sync su un nuovo device era praticamente identico a un normale sync con il solito. Per i due anni successivi non ci sono stati cambiamenti significativi, ma la cosa non mi dispiaceva, il bello era proprio quello: funzionava tutto, sempre, in maniera semplice e veloce. Al punto che non si sentiva la necessità, o meglio non si riusciva a immaginare, qualcosa di più comodo.

Questo è stato in tutto e per tutto l’iPod che mi ha fatto innamorare dell’iPod e mi ha portato pian piano, insieme al lavoro di webdesigner, a portarmi sempre più verso i prodotti Apple e per un 3-4 anni avere raticamente quasi tutto l’ecosistema allora disponibile 🤓.

Due paroline vanno spese anche su iTunes a questo punto, io non l’ho mai trovato particolarmente accattivante come software ma di fatto risolveva tutti i problemi legati all’acquisto e gestione della musica digitale di cui ho parlato prima. Poi dato che entrambi gli iPod che ho avuto venivano venduti con un loro minuscolo dock di ricarica e sync, spesso l’aggiunta di nuovi album su device o aggiornamenti di playlist avvenivano in automatico in background ogni volta che collegavo il device.

📱 “iPhone piglia tutto”

Durante la seconda metà del 2009 ho preso l’iPhone 3GS e per qualche settimana è co-esistito nelle mie tasche con l’iPod Nano, poi quando ho sincronizzato tutta la musica sul melafonino e capito un paio di cose… ho realizzato che potevo lasciare l’iPod a casa 🤓.

Purtroppo quello, a mia insaputa, è stato l’addio definitivo all’iPod 😭. Tra i vari smartphone e servizi musicali cloud che si sono seguiti velocemente nei pochi anni successivi, non ho ovviamente avuto più nessun motivo per riutilizzare un device dedicato esclusivamente per la musica.

Il Nano non so che fine abbia fatto, probabimente l’ho regalato a qualcuno (sigh), ma lo Shuffle ce l’ho ancora con la sua scatoletta piccina, purtroppo credo che nel corso degli anni la batteria si sia deteriorata oltre il recuperabile e quindi non si carica ne accende più.

E adesso?

Guardandomi indietro ho solo un leggero rimorso per non aver creduto al iPod per tempo e godermelo almeno un paio di anni in più invece di aver sprecato soldi con vari MP3 player economici che hanno in un modo o nell’altro presentato problemi tipo durate delle batterie al limite del ridicolo, schermi LCD illeggibili anche in condizioni favorevoli, plastica che perdeva il colore dopo pochi mesi di utilizzo.

Oggi iTunes di fatto non esiste più ma ha un successore spirituale in Apple Music e per l’utenza non Apple in generale Spotify ormai rappresenta l’incarnazione di tutti i vantaggi introdotti 20 anni fa dal software Apple e l’iPod come dispositivo era già diventato abbastanza irrilevante da una decina di anni vista la sua assimilazione negli smartphones, ma nonostante tutto non possiamo negare in alcun modo l’impatto che hanno avuto sia sull’industria della musica che sul modo accedere e ascoltare musica per gran parte delle persone.

Onestamente mi piacerebbe se spuntasse fuori qualche nuovo dispositivo specifico per la musica. Qui ci vedrei bene Spotify magari in collaborazione con qualche società di hardware tipo Sony: un aggeggio compatto, che ti permette di syncare offline album e playlist dal servizio di streaming così da poter uscire di casa anche senza smartphone qualche volta. Ma realisticamente non credo succederà mai…

Quindi eccoci qui a fare ”ciao” con la manina all’era del iPod 👋

Per chiudere, se nel mentre vi è nata la curiosità di conoscere meglio la storia del iPod in generale, vi lascio a questo ottimo documentario su Youtube:


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