La fine di una (parte di) blogosfera

In 24 ore la notizia ha fatto il giro del web, italiano si intende, Splinder chiude.

Era presente sul web da circa 10 anni e io ho avuto le mie prime esperienze di blogging proprio su quella piattaforma. Il mio primo blog aperto nel 2003 tra alti e bassi ha raccolto 6 anni della mia vita e un secondo blog che ho aperto nel 2008 come diario di viaggio per un Interrail l'ho chiuso pochi mesi dopo portandolo su WordPress. In realtà avevo provato anche a crearne un'altro paio ma sono stati esperimenti che o sono durati poco o non hanno mai visto la pubblicazione effettiva.

Forse era questa la cosa che mi colpì dei blog ai tempi, l'immediatezza con cui si poteva creare un nuovo progetto.

Era la piattaforma secondo me più umana, o forse semplicemente lo specchio (italiano) di quello che era la blogosfera ai tempi: un luogo non-reale ma condiviso in cui chiunque poteva scrivere liberamente e senza aspettative. Personalmente sono abbastanza certo di aver scoperto la prima volta il piacere di sedermi davanti al PC a qualunque ora del giorno o della notte e scrivere proprio su Splinder, una piccola passione che poi a ritmi diversi ho continuato per altri 10 anni.

Quindi in quanto appassionato di blog sicuramente un po' mi dispiace, a maggior ragione perché come vi ho appena scritto ho iniziato da lì… ma come appassionato di web e sviluppatore posso dire che non vedevo l'ora della sua fine.\n\nNegli articoli che ho letto finora tutti concordano sulla mancanza di aggiornamenti ed il supporto della piattaforma, che sono ben rappresentati dal messaggio di chiusura: un boxino timido timido a destra con un testo neanche troppo appariscente, se non fosse per il bordo rosso acceso, probabilmente nessuno se ne accorgerebbe. Come nessuno si è più accorto di Splinder negli ultimi anni.

Personalmente poi ho avuto delle spiacevoli esperienze con il supporto tecnico di Splinder: il mio primo blog era ancora online da loro ma essendo inattivo da tempo ero molto tentato di chiuderlo, però essendo un nostalgico non avevo il coraggio di cancellare 6 anni di pensieri e stupidaggini, e alle mie richieste di backup e lamentele di mancanza di un tool di esportazione ho avuto risposte tipo "è solo un servizio di blog, l'esportazione non è prevista" , "non abbiamo sistemi di backup" e altre cose da far scaturire un facepalm a qualunque informatico.

L'impossibilità di avere una copia dei propri dati affidati ad un servizio oggigiorno è una cosa talmente grave che, oltre ad essere in alcuni casi perseguibile legalmente, rende praticamente inaffidabile un'azienda agli occhi degli utenti.

Nel box dell'avviso di chiusura dicono che tra poco verrà comunicata la procedura per esportare i contenuti dei blog… ora, alla fine. Speriamo bene almeno in quest'ultimo atto di uno dei pochi prodotti italiani che stava riuscendo a combinare qualcosa nella rete ma che ha dimostrato come al solito che nel nostro paese le aziende che lavorano nel web non sanno neanche cosa sia il web e come funzioni.

Sul lato tecnico hanno avuto quel che si meritavano, sul lato "emotivo" come ho già detto è il segno della fine di una piccola parte di web, la prima a cui ho partecipato quasi dall'inizio, ma in generale ripensando a quando ho aperto su Splinder il mio primo blog capisco anche uno dei superpoteri della Rete: va talmente veloce che in pochi anni riesce a farti sentire vecchio.

AGGIUNTA DEL 30/11/2011 - E' arrivata la mail con la procedura di esportazione blog, il tutto (articoli e commenti) viene scritto in un file XML scaricabile, eventualmente è possibile attivare anche un servizio di redirect verso un nuovo indirizzo.

Salvatore Laisa

Salvatore Laisa

Head of UI Engineering & Deputy CTO @ Bitrock, Kung-fu & Tai-Chi practitioner, ex Bass Player, and last of the Time Lords 😎.

Read More